25 Lug Odio social contro la pastasciutta antifascista: “Rispetto per i Fratelli Cervi”
La lista civica in difesa dell’iniziativa nata a Casa Cervi il 25 luglio 1943
Sulla pagina Facebook del Comune un fiume di odio e insulti ha sommerso la pastasciutta antifascista, un’iniziativa che a Santarcangelo si svolge ormai da anni nel solco della tradizione inaugurata a Casa Cervi il 25 luglio 1943, quando la famiglia offrì un piatto di pasta a tutto il paese per festeggiare la caduta del fascismo.
Più di cento commenti, alcuni dei quali sono stati oscurati perché ben oltre la soglia della decenza, in buona parte pubblicati da persone che non abitano nemmeno a Santarcangelo, lanciati come truppe cammellate contro tutte le pastasciutte antifasciste programmate nella provincia di Rimini, bersaglio dello stesso odio destinato a Santarcangelo.
Tra i pochi commenti santarcangiolesi si può ammirare l’appassionata partecipazione di un ex consigliere comunale della Lega, giustamente ricordato dai più per l’epiteto di “scimmie urlatrici” rivolto ai tifosi del Marocco che festeggiavano la vittoria della propria nazionale contro il Portogallo ai mondiali di calcio del 2022.
Com’è possibile affermare o anche solo pensare, come si legge in certi commenti, che “il fascismo è morto e sepolto”, quando in provincia di Varese un gruppo di neonazisti organizza, nel 2025, una “pastasciutta fascista”? A darne notizia su Repubblica, tra l’altro, è il giornalista Paolo Berizzi, che vive sotto scorta dal 2019 proprio per le minacce ricevute da neofascisti e neonazisti.
Forse è quello che vorrebbero anche i leoni da tastiera che si sono scatenati contro la pagina Facebook del Comune? La pastasciutta fascista? Non sanno che uno tra i nostri più illustri concittadini, Tonino Guerra, fu deportato in un campo di concentramento? E che Rino Molari, santarcangiolese, venne fucilato dai nazifascisti nel 1944 a Fossoli?
Prima di insultare Santarcangelo, il Comune, l’ANPI, l’antifascismo e la pastasciutta, forse queste persone dovrebbero prendersi un momento per capire dove nasce questa iniziativa: da una famiglia che sull’altare dell’antifascismo ha sacrificato sette figli, sette fratelli, sette vite spezzate dai nazifascisti il 28 dicembre 1943, pochi mesi dopo quella festosa pastasciutta.
E allora invitiamo queste persone a rispettare la pastasciutta antifascista. Non tanto per noi che partecipiamo tutti gli anni perché consideriamo l’antifascismo un valore fondante della lista civica. Non per l’ANPI e il Comune che organizzano l’iniziativa. Ma per i Fratelli Cervi, per quelle sette vite sacrificate alla causa della Resistenza e della Liberazione d’Italia anche a beneficio di chi, oggi, insulta e mette alla berlina la pastasciutta antifascista.