La COSAP a carico di Hera la pagherebbero i cittadini

cassonetti Santarcangelo

La COSAP a carico di Hera la pagherebbero i cittadini

 

Il candidato sindaco del centro-destra ci ha ormai abituati a dichiarazioni che mirano a raccogliere facile consenso senza affrontare la sostanza delle questioni, facendosi anche promotore di una pericolosa disinformazione. Ultimo esempio di questo modo di agire è l’attacco a Hera, che si basa su una serie di “sparate” piuttosto casuali.

Come previsto dalla normativa, la gestione dei rifiuti urbani è affidata ad ATERSIR, organismo regionale competente tra l’altro per l’organizzazione dei servizi, la determinazione delle tariffe, l’affidamento della gestione e il relativo controllo. È vero che l’affidamento a Hera risale a molti anni fa (addirittura dal 2012), ma non è il Comune a dover procedere verso una nuova gara, bensì proprio ATERSIR.

Sul nuovo modello di gestione del servizio si dovrebbe ragionare, tenendo presente che all’orizzonte c’è il passaggio alla tariffa puntuale che implica la revisione della modalità di raccolta (con il passaggio al porta a porta o altri sistemi che consentano di individuare il rifiuto indifferenziato prodotto) e la correzione, se non il superamento totale, del sistema e-gate, che ha mostrato limiti sin dalla sua introduzione come sempre evidenziato da Una Mano per Santarcangelo.

La sfida è la riduzione del rifiuto indifferenziato, che possa nel tempo rendere marginale il ricorso a discariche e termovalorizzatori, ma anche del rifiuto differenziabile, spingendo ancor più sulle filiere del recupero e dell’economia circolare. Il tutto assicurandosi che la gestione del ciclo dei rifiuti rimanga esente da disservizi e infiltrazioni malavitose.

Su questi argomenti vorremmo il confronto fra tutti i soggetti che si propongono di rappresentare i santarcangiolesi in Consiglio Comunale, non su favole come quella del mancato pagamento della COSAP.

Le sentenze che escludono l’esenzione della COSAP per le attrezzature utilizzate per la raccolta dei rifiuti (cassonetti, ecc) si riferiscono ai contratti di appalto per la raccolta, mentre a Santarcangelo siamo in regime di concessione, quindi in un ambito completamente diverso da quello cui si riferiscono le sentenze.

Basta poi interpellare il sito del Ministero delle Finanze per leggere che “le tariffe della TARI devono assicurare, in ogni caso, la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”. Questo significa che, se si decidesse di far pagare la COSAP per lo spazio occupato dai cassonetti, questo costo rientrerebbe in quelli da coprire con la TARI, ovvero la tassa pagata dai cittadini.

Di conseguenza, i soldi in più nelle casse comunali incassati ricevendo la COSAP da Hera arriverebbero in realtà dalle tasche dei cittadini, attraverso un aumento della tassa sui rifiuti. Altro che riduzione dei balzelli, i santarcangiolesi dovrebbero pagare anche l’occupazione del suolo pubblico per i cassonetti!