Il recupero del bene confiscato anche grazie al lavoro di PenSa-Una Mano

Il recupero del bene confiscato anche grazie al lavoro di PenSa-Una Mano

 

Wild: “L’intitolazione a Ebere e Romanus chiude un cerchio”

 

Il recupero dell’immobile di via Pavese a Santarcangelo, confiscato alla criminalità organizzata, ci riempie di orgoglio. Un orgoglio che viviamo come comunità, ma anche come forza politica che ha dato a vario titolo un contributo importante per arrivare a questo risultato in tempi rapidissimi, se consideriamo le medie nazionali e regionali di riutilizzo secondo il codice antimafia.

Abbiamo seguito questa vicenda dal principio, sostenendo l’Amministrazione comunale nell’iter di recupero del bene, coaudivando i passaggi con l’amministratore giudiziario e cercando di tenere alta l’attenzione sul tema anche pubblicamente, attraverso numerosi interventi in Consiglio comunale. Un percorso che si è arricchito di risorse importanti intercettate a livello regionale e ricevute dal Distretto socio-sanitario di Rimini nord, oltre che del prezioso apporto dell’Osservatorio provinciale sulla criminalità organizzata.

Un ringraziamento doveroso quindi alla sindaca Alice Parma e all’assessore Danilo Rinaldi – che rappresenta la nostra lista in Giunta – per aver creduto fino in fondo nelle potenzialità di questo intervento, che rende il caso santarcangiolese un esempio virtuoso per la comunità locale e l’intero territorio della provincia di Rimini. Un immobile sottratto alla criminalità che diventa luogo per contribuire al futuro dei giovani: un’ulteriore dimostrazione del ruolo fondamentale degli enti locali come primi anticorpi ai fenomeni d’illegalità.

Più un generale in questi anni abbiamo lavorato per alzare il livello di sensibilizzazione sul tema all’interno delle istituzioni, portando ad esempio in Consiglio comunale l’adesione alla Rete regionale per l’integrità e la trasparenza, approvata all’unanimità, e contribuendo a un maggiore approfondimento del Piano anticorruzione del Comune.

A tutto questo si aggiunge un ultimo elemento. “Questa estate avevo suggerito informalmente di intitolare l’area attigua all’appartamento a due ragazzi, Ebere e Romanus, perché sapevo che i loro nomi venivano letti ogni 21 marzo durante la Giornata nazionale delle vittime innocenti di mafia, in quanto ritenuti vittime di caporalato” spiega il consigliere comunale Patrick Francesco Wild.

“Conservo un ricordo speciale di entrambi, perché li ho conosciuti professionalmente per supportarli nel loro percorso di richiedenti asilo in Italia. La notizia della loro morte è stata straziante. Per questo, sapere che la Giunta ha accolto il mio suggerimento di dedicare loro il bene confiscato è stato un po’ come chiudere un cerchio, il modo migliore di onorare la loro memoria con un progetto dedicato ad altri giovani in cammino verso il loro futuro”.